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L'avventura di Grisù in pillole

Verso la fine del 2012 a Ferrara viene creata un’associazione culturale. I promotori sono Fabrizio Casetti e Maria Livia Brunelli, che raccolgono attorno all’idea guida un nucleo di amici ed esperti. L’obiettivo è di reperire spazi da assegnare a piccole imprese o progetti di impresa creativa. L’occasione è rappresentata dalla ex Caserma dei Vigili del Fuoco, nel centro storico, nei pressi della Stazione ferroviaria e al margine del Quartiere Giardino, uno dei quartieri sensibili della città. La ex caserma, in disuso dal 2004, salvo che per una ridotta presenza di operai della Provincia, addetti ai lavori pubblici di manutenzione del patrimonio immobiliare dell’istituzione, è costituita da un edificio di due piani di 2.500 mq. su una superficie complessiva di 4.500 mq., attorno al più grande cortile quadrato esistente nell’intero centro storico. Le condizioni fisiche dell’edificio non sono preoccupanti e il degrado è solo superficiale. L’Associazione Grisù, fondata da 12 soci, ottiene l’uso dell’immobile in comodato gratuito precario, poiché questo figurava ancora nella lista dei beni pubblici da alienare, malgrado due aste andate deserte per un valore a base d’asta di 6 milioni di Euro. Ottenuto l’edificio, l’Associazione pubblica un bando diretto a giovani imprenditori o giovani con idee creative e progetti di impresaMalgrado l’entusiasmo dei promotori e delle imprese, il coraggio politico della Giunta Provinciale proprietaria dell’edificio e dell’Amministrazione Comunale responsabile delle procedure, l’avventura si rivela fin da subito particolarmente complicata: problemi giuridici (evitare censure da parte della Corte dei Conti per un supposto ‘danno erariale’); problemi di normativa; funzioni e destinazioni urbanistiche che non coincidono con quelle originarie; problemi di agibilità e di messa a norma; problemi di riattivazione delle utenze e di gestione del nuovo ‘condominio di imprese’;
il tutto in assenza di risorse pubbliche e con un grande sforzo, sia fisico che finanziario da parte delle prime imprese e associazioni pioniere. Nel 2013 interviene anche la cosiddetta abolizione delle Province, avviando una fase di incertezza sul futuro della proprietà della ex caserma e sulla gestione di eventuali risorse finanziarie. Nel 2015 la Regione Emilia-Romagna, attraverso un bando POR/Fesr, declinato sugli obiettivi UE della Smart Specialisation, destina un rilevante finanziamento al recupero strutturale di alcune parti dell’edificio della ex caserma, al quale si aggiunge un contributo assegnato alla Provincia, proprietaria dell’immobile, per le riparazioni post sisma. Il bando però prevede che il finanziamento sia utilizzabile solo in favore di imprese o consorzi di impresa, requisito che richiede un superamento del dualismo fino ad allora sviluppatosi fra Associazione Spazio Grisù, gestore dello spazio e del condominio e singole imprese. Nel 2016 nasce così il Consorzio Factory Grisù, un vero e proprio consorzio di imprese che riunifica le diverse funzioni prima separate e in capo ad una associazione culturale. Il Consorzio Factory Grisù inizia dunque a gestire l’edificio e nel corso del 2016 mette a punto, insieme alla Provincia il progetto per il recupero strutturale del tetto e per l’accessibilità alle parti superiori della caserma. In questo periodo, sempre a cura del Consorzio vengono pubblicati due nuovi bandi per individuare nuove imprese da insediare nella Factory. All’inizio della primavera 2017 una delle imprese insediate nella Factory idea e realizza un nuovo festival fotografico, Riaperture, che si rivela un immediato successo. Grazie ad un finanziamento ottenuto dal Comune di Ferrara su un bando ANCI, nuove risorse vengono destinate alla riqualificazione del cortile interno di Grisù. Il Consorzio stesso gestisce il finanziamento e la realizzazione del progetto, ultimato nel giugno 2017. Da questo momento Factory Grisù inizia ad essere pienamente fruibile dalla città, con un calendario di eventi che vede la realizzazione di diverse iniziative patrocinate dal Comune, da Arci e, nel caso del Festival RiCrea, da Università, Camera di Commercio, Comune e altre realtà del territorio.

Oggi il Consorzio Factory Grisù è composto da 14 imprese, in gran parte già insediate. Nell'arco del 2017, con il termine dei lavori, lo spazio sarà abitato quotidianamente da almeno una trentina tra lavoratori e imprenditori dell'industria culturale creativa, e i bandi metteranno a disposizione altri spazi per l'ingresso di nuove imprese, con una attenzione particolare per quelle giovanili.